Dopo la sconfitta di Madrid con doppia papera di Martinez ci riaffacciamo in Europa per rimettere le cose a posto coscienti che quest’anno l’urna non è stata proprio benevola e sono cazzi amari. Detto fatto scendiamo in campo con un ottimo piglio e niente potrebbe far presagire la serata orribile che ci tornerà a far prendere per il culo da tifosi di tutte le squadre che in Italia non riescono a togliersi questa soddisfazione guardando la miserrima serie A.

Per 25 minuti c’è solo l’Inter anche se le occasioni non sono clamorose. Poi al primo calcio d’angolo per il Bruges sul 70% di possesso palla interista Tresoldi spacca il palo e solo per miracolo non siamo sotto. Ma basta aspettare. Infatti stasera vogliamo fare un manifesto dei proverbi sul calcio, in particolare quello che recita che ogni gol sbagliato è un gol subito: Lautaro (a dispetto dei due gol uno dei peggiori in campo per me) innesca Zielinski (il peggiore in campo senza se e senza ma); il polacco arriva a tu per tu con il portiere ma aspetta quel mezzo secondo al posto di tirare e si fa recuperare dal difensore belga. Sul corner rimpallo clamoroso, il polacco interviene con la gambetta molle su Forbes che parte a 100 km/h, arriva nella nostra area e viene steso da Calha (che poco altro poteva fare). Rigore, Tresoldi, gol. Siamo sotto.

Passano 2 minuti e Calha vorrebbe farsi perdonare, ma spacca la traversa senza che la palla entri in porta. In tutto questo Barella ancora non pervenuto in campo (il terzo del podio dei peggiori in campo). Continuiamo a giocare con intelligenza, ma proprio per questo la beffa è pure peggio: Lautaro si mangia due gol facili perché ha il tempo di pensare, mentre segna l’unico in cui non deve ragionare (con un mezzo pestone sospetto nel controllo, ma lasciamo perdere). Mi pare totalmente casuale il fatto che andiamo al riposo sull’1-1.

Ma non avevo ancora visto nulla. Il secondo tempo inizia e continuiamo a giocare noi, ma a non segnare. In particolare Lautaro a 2 metri da Sommer al posto di tirare ci pensa 10 minuti e finisce per spararla in bocca allo svizzero già sdraiato in terra. Altri 5 minuti ed è Dimarco che ha sul piede sinistro a 2 metri dalla porta il pallone per il vantaggio ma spara in terzo anello perché deve colpire col piattone anziché spaccare la porta come sarebbe normale. Manco a dirlo, il Dio del calcio ci punisce, anche se sotto le sembianze di Josep Martinez che, su una pallaccia buttata lunga dai belgi, esce completamente a caso e lascia la porta vuota. Terza papera in due partite e siamo di nuovo sotto, cambiando completamente l’inerzia della partita. Se dico cosa penso mi arrestano.

Chivu si sveglia e decide di fare i cambi, ma sbaglia tutto posseduto dallo spirito di Scemone: Lautaro mezzo spompo rimane in campo mentre esce un Thuram che non stava demeritando; è obbligato a cambiare Calha ammonito e lascia in campo uno Zielinski disastroso e un Barella in quelle serate che è meglio dimenticarselo. E infatti il Bruges comincia a fare un po’ il cazzo che gli pare: prende un palo clamoroso su dormita collettiva della difesa, poi Martinez fa una paratona su Potts e Forbes (che ci ha fatto il culo a strisce) calcia alto, poi finalmente riusciamo a far segnare il terzo gol agli ospiti, di nuovo con Tresoldi che a dispetto del nome una tripletta in Champions League non la farà mai più.

Iniziamo a giocare ognuno per conto suo, ma la cosa assurda è che con un po’ di cinismo e freddezza potremmo pure recuperarla: all’81esimo segna Lautaro, ma poi smettiamo di spingere, con i belgi sempre primi sul pallone e noi a guardarli partire a razzo. Chivu ormai è deciso a emulare Scemone e mette Spence che abbiamo già capito è l’erede del Palito Pereira: proprio l’inglese incaponito un po’ a caso in mezzo al campo su un pallone lo perde e lancia il contropiede avversario che si conclude per il 2-4 firmato Vermant (appena entrato, ma d’altronde Tresoldi non poteva fare QuattroGol). Ma Simone Chivu decide di strafare e mette Stankovic (forse lo odia anche lui?) che nonostante questo piazza l’assist per il 3-4 di Bonny.

Mancherebbero ancora 3 minuti, ma non è serata e riusciamo a perdere più palloni che a tirare in porta, concludendo con una sconfitta amara, deludente e ridicola la seconda uscita stagionale europea. E meno male che a parole gli ingiocabili puntavano sulla CL. Pensa se non gli interessava. Fa male, pigliare le legnate e imparare la lezione. Non serve parlare, serve solo mettere giù la testa e lavorare. Tutto il resto è noia. Dai dai dai.