Nella potentissimA serie A basta giocare le partite a metÀ per portarle a casa. Almeno alle squadre un minimo attrezzate. Per questo il risultato positivo non deve ingannare perché gli errori e la supponenza di martedì sera non sono svaniti nel giro di 72-96 ore.
Il mister sceglie di giocarsela quasi con la stessa formazione (a parte i necessari cambi per infortunio): la principale novità è Sucic in campo al posto di Calhanoglu (e quindi Zielinski spostato in regia dove fa decisamente meno danni) e Luis Henrique a destra al posto di Diouf (se Spence è peggio di questo Luigi aiuto!).
Entriamo decisamente sotto tono, con quello stile un po’ “gli ingiocabili” che tanto ci ha già fatto girare le gonadi. In particolare Barella – per sua stessa ammissione – non ha più voglia di fare la fase difensiva (ma dato che offensivamente è abbastanza inutile mi chiedo perché cazzo debba giocare, e lo dico nonostante l’assist per il pareggio). Contro di noi poi alcuni felsinei vedono sempre più rosso che rossoblu: è il caso di quella merda milanista di Pobega che sfodera un gol, un quasi palo da fuori area e una traversa clamorosi, solo nel primo tempo. Certo il suo gol è propiziato da un Luigi versione “meglio che te ne vai” che dopo aver perso palla anziché stendere il bolognese con una scarpata, lo guarda involarsi verso la porta.
Gli highlight sembrano raccontare un primo tempo con un’Inter arrembante alla ricerca del pareggio, ma la verità se si guarda tutta la partita è un’altra: l’Inter si sveglia verso il 35esimo e già così colleziona l’occasione masticata da Thuram (non devo di nuovo parlare del modo molle con cui calciamo e tocchiamo la palla, no?), il bel gol di testa nell’angolino sempre del francese e l’occasione clamorosa di testa che Pio si mangia a mezzo metro dalla linea di porta su corner al 47esimo. Pensa se fossimo entrati in campo al minuto uno.
Per fortuna rientriamo nel secondo tempo con tutt’altro piglio e finisce 1-3 solo perché Sucic si mangia un gol a porta vuota sparandola sul palo esterno (balisticamente una prodezza al contrario) oltre a farsi deviare un altro tiro a colpo quasi sicuro, così come Bonny servito proprio da Sucic (che non se la sente di ciccare la terza occasione). La differenza la fanno sicuramente i due esterni (direi titolari a questo punto considerato il loro rendimento) che appena entrati in campo consentono all’Inter di cambiare marcia: Carlos Augusto confeziona un gol (quello del 1-2) e un assist perfetto (servito in profondità da Enrico Michele a sua volta pescato magistralmente da Calhanoglu non a caso); Diouf fa un po’ quello che vuole sulla sua fascia e quanto meno non ripete lo scempio di Luigi Enrico.
Finisce con 3 punti in saccoccia e 3 gol, ma non basterà sempre giocare metà partita per fare il pieno di punti. Vediamo di capirlo in fretta, prima di sbattere il grugno sulle conseguenze del contrario. Dai dai dai!