Ci si riaccende un po’ di culo nella serata in cui non ci serve più: a Dortmund andiamo farciti di riserve a giocarla come possiamo e alla fine pur concludendo meno di quanto avremmo potuto la portiamo a casa con un gol su punizione di Dimarco e un gol di Ciuf Ciuf (vedi tu se non è un segno del destino).
Il BVB fa ben poco cosciente del fatto che un pareggio manda entrambi ai 16esimi senza tante menate, e pure noi non ci sprechiamo molto, orfani oltre che degli infortunati anche del contributo degli attaccanti che sembrano tutti avere l’osteoporosi. Nonostante questo vinciamo e riusciamo a non mandarla in vacca. E per pochi minuti siamo anche incredibilmente ottavi.
Ma la sliding door della botta di culo al cubo dura poco e ci ritroviamo prima noni (beffa) e poi decimi (e meno male): alla fine è un peccato, ma è giusto così. E se possiamo recriminare per il furto subito con il Liverpool (noi tifosi perché Marotta si è ben guardato, anche se quello scherzo ci costa una 30ina di milioni), dovremmo prenderci a schiaffi da soli per il gol subito su corner con l’Atletico che grida ancora vendetta. Con quel punticino saremmo dentro e giocheremmo due gare in meno.
È un peccato, ripeto, ma per quanto visto in campo è anche giusto così: il nostro livello è quello delle top 16, non certo delle top 8, e non si può sovvertire valori e pronostico ogni anno. Testa bassa e pedalare, tutto il resto sono solo chiacchiere e diversivi.