Non so manco se si scrive così (non ho fatto latino alle superiori, sono un plebeo), ma so che abbiamo giocato contro il nulla cosmico. Mi ricordo di poche partite in cui non ho mai avuto paura di perdere con la Beneamata (si sa, noi interisti siamo un po’ ansiosetti): una piacevole eccezione per godersi il pomeriggio. Avremmo potuto giocare anche 900 minuti al posto di 90 e l’unica cosa che sarebbe potuta accadere è aumentare lo scarto di goal nel risultato finale.

La partita si mette praticamente subito in discesa, anche se io per colpa di Nuanda non vedo il gol (durante l’azione del gol di Petr Sucic – uno dei migliori in campo – si cantava un coro contro i cugini e io cercavo con lo sguardo il caro utente di CasaInter per assicurarmi che partecipasse). A stretto giro Pio viene abbattuto in area: seguendo i dettami del capo arbitri gobbo nessuno fischia un cazzo, ma il colpo è così palese che oltre ad averlo sentito al terzo anello, il VAR non può fare a meno di intervenire. Calha batte una mezza giofeca di penalty, ma Corvi fa veramente pena e si fa passare la palla sotto l’ascella.

Il terzo gol è da manuale: Enrico Michele scambia e poi lancia millimetrico Tikus che si allarga e trafigge Corvi con un diagonale perfetto. Potremmo farne altri 4 o 5 agevolmente, ma non serve neanche sforzarsi per portare a casa 3 punti.

Da segnalare il momento no di Dimarco sui cross dato che in tutta la partita ne azzeccherà UNO (non è che siccome ha provato 3 volte a segnare allora la sua diventa una buona partita). Per il resto è una partita talmente insulsa che è difficile trarre delle valutazioni sulle performance dei singoli calciatori. Sicuramente martedì sarà ben altra storia. Dai Dai Dai!