Tiri complessivi: 33 a 7. Tiri in porta: 11 a 2. Passaggi completati: 510 a 265. xG 2,34 a 0,24. Questi sono i numeri di una partita giocata peraltro per 45 minuti visto che il primo tempo è stato praticamente un allenamento pre-campionato, manco un’amichevole. E nonostante questo all’89esimo eravamo sotto di un gol e stavamo per perderla. Sarebbe stata un’impresa di un certo livello. Ma per fortuna abbiamo un digestivo implacabile nel duo Thuram-Zielinski, altro che effervescente Brioschi.
La formazione schierata al primo minuto ha un suo senso con Carlos in gran forma titolare, il centrocampo titolare di questi anni anche in ragione dell’ottima prestazione di Enrico Michele anche in Champions, il duo Thuram-Pio che sulla carta è sicuramente meglio assortito del duo con Bonny. Inoltre dopo l’imbarcata umiliante con il Bruges abbiamo arretrato di 20 metri il baricentro e difensivamente ne guadagnamo (anche se è una scelta che riserverei alla competizione europea considerati gli avversari italiani che non meritano tanta accortezza).
Nel primo tempo praticamente giochiamo al 50% del ritmo possibile e nonostante questo totalizziamo: tiro dal limite di Diouf che esce (tra le mie bestemmie dato che non comprendo come in serie A un calciatore sulla linea della lunetta dell’area senza interposizione non riesca a centrare la porta… Poi magari De Gea para, ma la porta la devi centrare visto che lo fa qualunque appassionato nel campetto dietro casa); doppia occasione rasoterra angola di Tikus con un quasi miracolo di De Gea sulla seconda; tiro centrale loffia di Barella; tiro meno loffia ma fuori di Barella; colpo di testa di Pio su corner che De Gea non sa manco come fa a parare.
E tutto questo in 45 minuti in cui Pio (a parte il colpo di testa) fa la sua peggior partita in nerazzurro e in cui Barella nonostante le due occasioni gioca praticamente solo la fase offensiva lasciando dei buchi assurdi che devono essere coperti dai difensori assegnati alla sua altalenante fascia. Al di là di tutto questo, niente poteva far presagire un calippone da parte di un’imbelle viola.
Nel secondo tempo entriamo in campo decisamente più tonici calciando la palla con la giusta determinazione, ma la porta viola pare essere stregata e a qualche interista di lunga data viene il dubbio che non segneremo mai: Thuram ed Enrico Michele rischiano due volte di portarci in vantaggio, ma niente. Poi dal nulla Provedel anziché sparare lontano una palla la appoggia un po’ moscia in mezzo, la viola recupera, nessuno chiude, la sfera arriva a quella merda di Jimenez che è 30 minuti che prende solo fischi e si vendica trovando il gol della domenica con un missile all’incrocio sul primo palo che nessuno poteva aspettarsi, tanto meno Provedel. Se ci riprova in allenamento 10 volte, non riesce a rifare lo stesso tiro manco una volta. Eppure siamo sotto. Incredibile.
Sugli spalti si scatena la caciara nerazzurra e anche Chivu decide che è il momento di provare a cambiare qualcosina: entra Dimarco per Bastoni (scelta condivisibile, ma con Federico che continua nella statistica dei zero cross decenti in corso da due mesi), Zielinski per Calha, Bonny per Pio, Sucic per Mkhitarian. E le forze fresche si sentono con la Beneamata che chiude la viola nella sua metà campo. Ma tra un cambio e l’altro potremmo rimettere in parità la partita: Mariani si chiude occhi e orecchie per non fischiare rigore su Thuram (dopo aver indicato il dischetto, aver cambiato idea e zittito il VAR che in una direzione o nell’altra avrebbe dovuto intervenire), mentre Carlos colpisce la traversa ben due volte su due.
Al di là del secondo tiro in porta della viola targato Gnonto che Provedel devia in calcio d’angolo con una parata più per i fotografi che altro, gli ultimi 15 minuti sono un monologo nerazzurro (Diouf, Sucic, Akanji e sicuramente mi dimentico qualche occasione). In un modo o nell’altro si arriva all’89esimo, e quell’occasionale porta sfiga che mi si è seduto davanti all’inizio del secondo tempo, passando i minuti nel tentativo di fare mini-video alle occasioni di gol della viola, finalmente si leva dal cazzo. Tikus prende la palla al limite, scambia con Diouf e insacca con un tiro millimetrico a fil di palo che non poteva prendere manco Mr Fantastic dei Fantastici 4. Lo stadio esplode e i cori si moltiplicano: Dimarco conferma la sua scarsa forma quando una palla perfetta sul dischetto del rigore anziché essere colpita di punta dal suo sinistro e sfondare la rete, viene trasformata in una loffia inaccettabile. Sul corner successivo per fortuna Valdepenas dimostra il senso del detto in nomen omen e sdraia Tikus. Mariani vorrebbe tanto tanto tanto tanto non fischiare ma non può evitarlo: rigore. Sul dischetto va Piotr Zielinski che tira un rigore perfetto e al 97esimo ci porta in vantaggio: vorrei esibirmi in un rutto liberatorio, ma opto per una selva di insulti in direzione terzo blu.
I minuti finali sono apprezzabili per Thuram e Lavelli che se ne vanno in bandierina per perdere tempo (rinnovo eptennale, grazie) e per il triplice fischio che mi manda a casa felice ai danni dei gigliati di merda. Peccato non riuscire a vederli in serie B, ma possiamo accontentarci dell’amaro in gol con cui lasciano per l’ennesima volta San Siro, loro e il loro pallone giallo di merda (io sono un professionista del rancore, e non dimentico). Dai dai dai.