Esiste una corrente di pensiero maggioritaria all’inter, quella del complicazionismo storico. Quando le cose sembrano facili, dobbiamo farle diventare difficili. Ma per fortuna questa corrente ha anche una sua nemesi filosofica: la Carlito’s Way, una sorta di versione gangster del rasoio di Occam. 

È veramente difficile capire come abbiamo rischiato di perdere la terza partita su tre in Champions League: i primi 25 minuti raccontano di un possesso al 65% interista e di occasioni create e non concretizzate per un soffio dalla coppia di attacco inedita Tikus-Bonny che non ha funzionato male, anzi. Male invece da subito la fascia che vedeva protagonisti Barella (praticamente entrato in campo al 70esimo dopo l’espulsione di Bastoni) e Djed “Palito” Spence, protagonista di una partita indegna della maglia nerazzurra (tanto da vedere come una salvezza l’entrata in campo di Diouf e Luigi Enrico contemporaneamente).

Ma la seconda metà del primo tempo è veramente indecente (praticamente si ribalta sia il dato del possesso palla sia il dato dei passaggi riusciti, tanto per dare dei numeri oggettivi) con un calo verticale colpa soprattutto della scarsissima vena di Dimarco: è vero che fa avanti e indietro come un pazzo e che costituisce quasi da solo uno schema offensivo, ma nelle partite di questo inizio anno è uno schema offensivo che non produce effetti dato che di cross e corner giusti ne ho visti praticamente zero (stasera addirittura andiamo in cifra negativa). Prova ne sia che esiste un Carlos Augusto prima dell’uscita di Dimarco e uno dopo l’uscita di Dimarco: il secondo segna il gol vittoria concludendo un perfetto contropiede targato Zielinski e Mkhitarian (guarda caso da subentrati) con un esterno sinistro d’anticipo bellissimo; il primo ha sbagliato quasi tutti i passaggi tentati.

Nel secondo tempo partiamo benino e soprattutto i cambi sembrano darci la scossa, senonché Bastoni ha un suo momento di isterismo proprio nella stessa fase in cui l’arbitro sembra aver voglia di dare più gialli che falli. Restiamo in 10 (severo il secondo giallo e per me allo stadio incomprensibile il primo) e ci tocca soffrire, almeno fino al gol liberatorio di Augusto. Certo Mhitarian, che ha il pregio di aver mandato in porta il brasiliano, ha anche la colpa di non chiudere la partita su assist clamoroso di Tikus su cui arriva con una rincorsa simil-Zaza inaccettabile.

Gli ultimi 10 minuti sono in apnea e veniamo salvati da Martinez che dimostra che oltre alle lacune ha anche delle ottime qualità. Le sue parate tra 87esimo e 89esimo valgono quanto il gol di Carlos e ci premiano con 3 punti che sono oro colato a questo punto. Per fortuna tra pochi giorni si gioca di nuovo e tutti saranno chiamati a dare il loro contributo. Dai dai dai.