L’Inter si presenta a Cagliari in divisa ispirata al baseball, ma avrebbe dovuto presentarsi in tenuta agricola visto che il campo è una merda inguardabile, tanto che sembra di giocare con la strumpallazza.

Il mister cambia: dietro Pavard (al posto di Bisteck) che fa una buona partita, in mezzo Sucic titolare molto positivo in fase offensiva, meno in fase difensiva (perde 3-4 palloni che mi hanno tirato via le bestemmie della gola). Ma sono alcuni dei protagonisti anche della prima partita che fanno la differenza: in particolare partita stratosferica di Barella che lo stadio inspiegabilmente fischia per tutto il match.
La partita si mette subito in discesa perché uno scambio perfetto tra i nostri centrocampisti finisce nei piedi di Calha che mette un esterno desto imparabile a filo palo. Il primo tempo che ne segue è un monologo nerazzurro: 15 tiri verso la porta, 75% di possesso palla, e almeno 5 occasioni clamorose che non riusciamo a mettere in fondo al sacco. Prima scambio tra Barella, Pio e Lautaro finisce fuori, poi su cross di Dimarco il colpo di testa di Akanji (malino oggi ma cmolto condizionato da un giallo speso molto presto nel match) esce di 5 cm, poi tiro di Barella, poi clamoroso lancio di 80 metri di Bastoni per Barella che la tocca perfetta sull’uscita di Caprile ma appena troppo piano per farla arrivare nella porta vuota, poi Luis Henrique, e infine Pio proprio allo scadere chiudendo un triangolo con Lautaro.
E tutto questo su un campo su cui non c’è un rimbalzo uno che sia prevedibile, una sciagura considerato che si gioca in Serie A al di là di tutto. Se il primo tempo fosse finito 3-0 nessuno avrebbe discusso nulla. Invece niente. Nel secondo tempo, almeno fino al 60esimo è la stessa solfa: Lautaro strozza troppo un cross di Dimarco, Barella semina il panico in tutto il cagliari e il suo cross viene sprecato da Pio che controlla ma non tira abbastanza forte.
Poi si sveglia il Cagliari, ma Martinez toglie dal piede di un attaccante sardo la palla crossata perfettamente, poi esce con enorme tempismo sull’uomo lanciato a rete. Diciamo che si è guadagnato lo stipendio. Entrano in campo Jones, Stones, Zielinski e Thuram: proprio il francese crea subito un’enorme occasione portando palla, servendo Dimarco che crossa per Lautaro che non c’entra la porta di 30 cm. Idem Bastoni 10 minuti dopo. E Tikus ha una bellissima occasione dopo che la sua spizzata viene lavorata da Lautaro che la mette sull’uscita di Caprile: Thuram ha paura e non ci va deciso, palla larga.
Alla fine saranno 27 i tiri verso la porta nerazzurri e il fatto che rischiamo di prendere un fico negli ultimi 10 minuti, cosa che non accade solo perché il Casteddu è veramente scarso e formato da pipponi e veneziani in egual misura, è una roba senza senso: Bisteck all’84esimo para un tiro in porta a botta sicuro e si rifà con gli interessi di almeno un paio di partite in cui ci ha fatto perdere i 3 punti con qualche cagata.
Sono abbastanza sereno, non ho neanche insultato tanto nessuno, ma me la sono fatta sotto a fine partita, quindi gradirei se quando dominiamo segnassimo i gol necessari a farmi vivere tranquillo. Dai dai dai.