Siamo tornati indietro di 10 anni. Nel 2015 sapevo già come finivano i mercati, le partite e le stagioni. Un periodo francamente deprimente che pensavo e speravo avessimo messo alle spalle con l’era Marotta-Conte-Inzaghi. E invece siamo punto e a capo. Quando l’arbitro ha fischiato l’inizio sapevo già quanti punti avremmo portato a casa, aldilà dello sviluppo della partita, che in realtà riesce a peggiorare la situazione.
Giochiamo senza attacco (da mesi ormai), con un centrocampo che non fa filtro e occasionalmente si concentra sulla fase offensiva (fino a che ha fiato e non trova gente con garra e determinazione davanti), una difesa che spesso commette errori banali e principalmente dovuti a scarsa concentrazione o carattere (vedi il fallo del cazzo di Bastoni dopo la palla persa con passaggio sbagliato a 2 metri di Dimarco sul 3-3), e senza portiere con un Sommer in edizione Handanovic anni azzurri. Puoi vincere solo partite con avversari rinunciatari o con cui il mismatch tecnico è enorme. Quindi non puoi vincere un cazzo di serio.
La partita con i gobbi è un manifesto della nostra insipienza e inadeguatezza, nonché dei motivi per cui doveva essere rasa al suolo la squadra degli anti-eroi della merda di Monaco. Noi abbiamo tutto da perdere, i gobbi niente da vincere: infatti ci aspettano consci del fatto che non tiriamo mai, per poi fotterci in ripartenza. Noi giochiamo, ti-tic ti-toc, a destra, a sinistra, ma verso la porta avversaria un cazzo di niente (eccezione il tiro al volo di Barella, piuttosto casuale onestamente). Poi Calha va molle sull’ennesima palla, ripartenza e gol di Yildiz. Siamo sotto. Strano.
Riusciamo a pareggiarla con una ciabattata di sinistro di Calha (che almeno così si fa perdonare la partita di merda giocata fino a quel momento, poco sottolineata solo perché quella della Thula andrebbe esposta direttamente al Museo degli Orrori), ma non facciamo a tempo a gioire che su un tiro da 800 metri Sommerovic si distende in tutti i suoi 150 cm e non arriva a parare il 2-1 che rimette la partita sui binari bianconeri. 2 tiri 2 gol, che a fine partita raddoppieranno con un clamoroso 100% di percentuale realizzativa da parte dei bianconeri.
Il canovaccio della fine del primo tempo e dell’inizio del secondo tempo non cambia: noi facciamo la partita ma senza pungere mai, loro giocano da squadra senza correre grandi pericoli. Nonostante questo per miracolo riusciamo a pareggiarla con una prodezza balistica di Calhanoglu, e addirittura andiamo in vantaggio con un bel colpo di testa di Tikus sul primo corner battuto decentemente (all’80esimo tipo). Marcus non esulta, e onestamente sembra non gliene fotta un cazzo di giocare per l’Inter o per il Vattelapesca, un atteggiamento inaccettabile per cui dovrebbero volare i seggiolini nello spogliatoio.
E’ l’81esimo e una Inter vera la porterebbe a casa. Ma sembra di rivedere il film dell’anno scorso a San Siro. Dimarco sbaglia un appoggio a 2 metri e perde palla, Bastoni panica e abbatte un gobbo di merda. Punizione in posizione del cazzo: infatti cross perfetto (quasi tutti i loro, mentre noi direi una share del 50%) e il Thuram bianconero insacca esultando come un cobra. Ma non basta farsi fottere 2 punti, vogliamo regalarglieli tutti e 3, così riusciamo nell’intento fantastico di lasciare loro palla e al 92esimo l’ennesimo giocatore che segna il primo gol in serie A spara un missile terra-aria all’incrocio (sta volta lievemente meno colpevole Sommerovic). Nell’occasione bellissima la scena durante la quale mentre il VAR controlla l’eventuale fallo su Bonny (io ero convinto di aver sentito il fischio di Colombo e secondo me come al solito all’AIA manca di coraggio e onestà intellettuale proprio contro di noi… Sarà un caso che c’era Mazzoleni al VAR… Manco on field review per una roba che dal vivo l’arbitro stava fischiando bloccandosi solo perché la palla finisce in rete…) i due Thuram ridono e scherzano a centrocampo con magliette avverse. Ma sì, Tikus, sta già andando tutto a ramengo, che cosa vuoi che sia! Ridi ridi, brutto stronzo.
In realtà sono tutti morti che camminano. Morti dentro i giocatori a cui non frega un cazzo della nostra camiseta e che andrebbero presi a frustate con i chiodi dal primo all’ultimo. Morto fuori Chivu che penso non arriverà manco alla vendemmia, altro che Panettone (soprattutto in caso di risultato negativo con i lancieri in settimana). Non c’è che dire: è brutto dire “l’avevamo detto”, ma in effetti l’avevamo proprio scritto già a giugno che sarebbe andato tutto esattamente come sta andando. La vera domanda è: come è possibile che i professionisti pagati in società per decidere strategie e prospettive non vedano quello che qualunque tifoso con un minimo di cervello riesce a cogliere da mesi? Gente nel calcio da 20 anni, eh, non i primi pirla passati per strada… Tutto a posto e niente in ordine, parco bio. Andate affanculo senza passare dal via, grazie.
INTEGRAZIONE DELLA REDAZIONE
CHIVUMETRO (possibilità che Chivu resti sulla panchina dell’Inter): 55%
