La partita di stasera spiega meglio di mille parole perché allenatori come Fabregas devono stare a mille chilometri dalla panchina nerazzurra: con la sua boria da lupetto a collo alto (cit) è venuto a San Siro per fare il fenomeno ed è tornato a casa con 4 pive nel sacco che potevano essere facilmente il doppio. Non c’è onta nel difendere ordinatamente e certi santoni figli di troppo mal percepito guadiolismo farebbero bene a ricordarlo.
La partita potrebbe essere già un massacro dopo 10 minuti se Lautaro e Barella non si mangiassero un gol soli davanti al portiere. Per fortuna una percussione di Gigi (tra i migliori in campo, è arrivato il momento di venderlo!!) chiude a 80 metri un triangolo con il capitano che insacca in rete.
La partita è in discesa ma chiudiamo solo 1-0 per i soliti difetti di cinismo. Il Como rientra aggressivo ma spuntato e Tikus ci pensa con il piedone numero 52: 2-0 e tanti saluti.
Il secondo gol rompe gli argini e diventa un tiro al bersaglio. Ne segniamo solo due perché siamo scaramantici (da fuori Calha e al volo Carlos): in questo senso menzione d’onore a Ciuf ciuf che pur di non fare il 5-0 parte in fuorigioco e nel dubbio a tu per tu con il portiere lo centra senza speranza.
Ottima Inter ma io sono nerazzurro di lunga data e non mi fido. Sappiate che vi odio lo stesso.