Sottotitolo: Guida uomo di fango (cit)
Questa volta infatti i vaffanculo non li indirizzo alla squadra che fa un’ottima prestazione, anche se al solito un po’ troppo sprecona, ma all’arbitro che per sua stessa ammissione è in soggezione nei confronti della squadra della sua città, ma nonostante questo viene mandato ad arbitrare le sue dirette concorrenti: un’assurdità che solo in Itaglia poteva essere tollerata e derubricata a normalità.
Infatti la sua prestazione allucinante non incide sul risultato solo perché il Bologna viene a giocare l’ennesima gara sparagnina sperando di portare a casa il massimo con il minimo sforzo: anche il loro gol della bandiera è frutto più del caso che del merito. In compenso usciamo da San Siro menati per tutta la partita ma con 3 gialli sul gobbo (di cui 2 puramente inventati dallo scugnizzo cagasotto in maglia gialla).
Se non fossi interista e abituato a soffrire in realtà la partita non ha alcuna storia da raccontare e basterebbe che Lautaro infilasse qualcuno dei cinque palloni avuti per sfondare Ravaglia oppure che Thuram si ricordasse di essere un giocatore di calcio e non un passante con la diarrea per godersi un’umiliazione dei rossoblu che avrebbe fatto godicchiare abbastanza. Invece ci limitiamo a fargliene 3, per non smentirci.
Tocca accontentarsi, anche se dopo la partita ho già sentito ripartire il girone dei chiacchieroni. E non va bene. Mutismo e pedalare. Questa l’unica ricetta per non farmi ricordare quanto mi avete fatto incazzare nel 2025.