Sappiamo (e sanno) tutti che siamo sulle gambe. Almeno da qualche giorno la narrativa sulla “squadra più forte” è cambiata e un po’ di gente inizia a rendersi conto di quanto sia stata sopravvalutata questa rosa (va detto, anche e soprattutto per merito di Inzaghi e della sua ideologia di sistema sacchiana). Mancano solo i nostri chiacchieroni a prendere coscienza della situazione e tornare a giocare con i denti, i calci e i pugni. Perché le partite vinte di corto muso valgono comunque tre punti e anche se io morirò di infarto guardando l’Inter preferisco tre partite vinte 1-0 che una vinta con 5 gol di scarto e poi 2 sconfitte (grazie al cazzo, monsieur lapalisse).

Partita da tripla in campo che Chivu gioca puntando sulla ri-aggressione e Paladino gioca sulla marcatura a uomo per cagare il cazzo. Nel primo tempo indubitabilmente ha ragione il rumeno tanto che segniamo un gol (purtroppo viziato da fuorigioco di partenza) e generiamo come al solito moltissimo mancando proprio nella rifinitura finale (la mozzarella tirata da Lautaro dopo che si libera alla grande dei difensori grida vendetta, mentre Tikus è in una delle sue serate fru fru). D’altra parte a loro riescono giusto un paio di contropiedi che se non fossimo interisti non ci preoccuperebbero minimamente.

Nel secondo tempo loro entrano molto più incazzati e noi fatichiamo a imporre il nostro gioco. Nonostante questo Barella ha sui piedi una palla solo da cacciare in rete, ma si fa spaventare da un atalantino che entra a valanga (anche se in realtà la cicca perché prova a tirare… d’esterno, sia maledetto!). Stasera tanto fumo e zero arrosto per Niccolò in serata ballerina sulle punte, tanto quanto Thuram che infatti per fortuna esce per far entrare Pio: trenta secondi, palla recuperata, assist al bacio e gol senza discussioni del Toro.

Inizia la fatica: noi abbiamo palesemente paura di vincere infatti fatichiamo a tenere palla, soprattutto perché a centrocampo Zielinski è morto, Calha rientra dall’infortunio e Barella meglio non commentarlo (per dire che quando viene sostituito dalla salma di TutankaMikhtarian tiro un sospiro di sollievo). Fatichiamo e fatichiamo, e ovviamente rischiamo di prendere la pera da Samardzic al minuto 87, ma per una volta sono i nostri avversari a mancare il gol da mezzo metro.

Non vi dico quanto ho apprezzato i due minuti persi in bandierina perché solo chi ne sa di calcio capirebbe: vinciamo di corto muso, finalmente, difendendo uno 0-1 malcagato in uno scontro più o meno diretto. Peccato che se si guarda il campo ci si accorge di come siamo alla canna del gas (Gigi titolare e che fa 90 minuti per mancanza di alternative; Barella e Thuram che giocano qualsiasi cosa facciano; ecc.). Non so come faremo ad arriva a maggio se la società e i pelati non capiscono che il rinnovamento andava iniziato ieri, ma visto che ieri è passato, rimane solo l’oggi. Il domani è già tardi.