Il calcio è una merda. La Serie A è una merda. L’AIA è una merda. L’Italia è una merda. Oaktree è una merda. Dei nostri due pelati uno mi ispira un sentimento inqualificabile, l’altro lo tollero a malapena (once a gobbo forever a gobbo) visto che ci ha tenuto a galla (tocca ammetterlo ob torto collo). I calciatori in generale sono delle merde. Il Mondo è in particolare una merda. Ma tra le poche cose che mi permettono di annaspare in questo mare di guano c’è l’FC Internazionale e quel sentimento irrazionale che mi permette di dimenticare tutto per 90 minuti e focalizzarmi solo su quanto mi fanno incazzare i ragazzi con la camiseta nerazzurra. Sarà poco, ma qui tocca aggrapparsi a quel che resta dell’Universo.

Dopo un inaspettato (non solo dal sottoscritto) Double targato 2025-2026, logica avrebbe voluto che si iniziasse un rinnovamento virtuoso della rosa immettendo nuovi titolari, svecchiando la formazione e magari gratificando i tifosi con qualche colpo che facesse sognare. In realtà non è neanche il primo anno che alcuni tifosi sostengono sia questa la necessità, ma facciamo finta che ce lo diciamo per la prima volta. Non serviva neanche molto: un terzino e un centrale di difesa pronti e di livello per sostituire i titolari partenti, un centrocampista di quantità e qualità e una punta con dribbling per sognare un po’ e alzare l’asticella (come detto anche dal mister che si è conquistato la fiducia di noi tifosi a suon di risultati e nonostante i pregiudizi, miei innanzitutto).

Gli arrivi (soprattutto degli ultimi giorni dopo le varie sceneggiate di inizio mercato in cui per un motivo e per un altro non abbiamo portato a casa i nostri obiettivi primari) ci depositano alle porte della nuova stagione con una squadra non certo migliore di quella dell’anno scorso e se mai un filo meno forte dal punto di vista calcistico (avendo perso due titolari importanti sostituiti da profili che a me personalmente non convincono del tutto), anche se forse un po’ più convinta/ristabilita a livello mentale delle proprie possibilità avendo un minimo esorcizzato il trauma di Monaco di Baviera.

Sarà colpa della micragnosità di Oaktree o della scarsa capacità di vendere del nostro DS o della serenità olimpica che il nostro presidente sta sfoderando dopo aver acquisito il famoso 2% (poteri misteriosi delle percentuali), ma la mia impressione è che si stia compiendo l’ennesima scelta conservativa: anziché scavare il solco (con poco sforzo negli ultimi 5-6 anni avremmo potuto vincere tutto in Italia o quasi e potremmo continuare a farlo sicuramente nei prossimi 2-3 anni), si sceglie di sfruttare al massimo quello che ancora c’è di quanto costruito in passato con qualche puntello qui e là. Ovviamente spero di sbagliarmi (come spesso accade essendo solo un cazzo di tifoso), ma solo le mosse future e i risultati lo diranno.

Mi pare evidente che i giocatori vorrebbero provare una last dance in Champions (sperando di evitare il “due senza tre”), mentre sono certo che Chivu firmerebbe con il sangue per ripetersi in campionato ed essere il primo dopo decenni a potersi fregiare di due titoli nazionali back to back. La società spera solo che i nostri giocatori si autovendano a peso d’oro perché del resto non gliene frega un cazzo. I nostri dirigenti invece penso che stiano galleggiando (chi in attesa di rinnovo che forse non arriverà, chi in attesa di un suo ruolo futuro che dipende anche da quello che succede al contorno).

Chivu peraltro sono sicuro che proverà a cambiare qualcosa di come giochiamo, anche qui sfoderando una sorta di rivoluzione semiconservativa manco fossimo il DNA: lo schema di base rimane quello degli ultimi anni su cui sia il gobbo malmostoso sia l’invertebrato di Piazenza hanno lavorato, ma con delle variazioni importanti che secondo il mister ci portano verso un calcio più moderno (ovvero offensivo e meno tattico, sigh!). Già nelle amichevoli (e a tratti l’anno scorso) si è visto che vuole una squadra molto alta e corta, più verticale, in cui conta fare più gol di quanti ne prendi anche a costo di farmi venire un infarto alle coronarie più volte a partita. Si è conquistato la legittimità di provarci con i risultati dell’anno scorso e anche il beneficio del dubbio (anche se io rimango convinto che per fare quello che vuol fare devi immettere tanta, troppa qualità nel nostro 11 e per il calcio italiano non mi pare sia cosa).

Io invece dalla prossima stagione non mi aspetto un cazzo di niente. La scorsa chiedevo un risarcimento, mentre quest’anno non saprei proprio dove girarmi, e rimarrei nel campo dei vorrei e del mi piacerebbe, con il rischio di rimanere severamente deluso. Per indole tendo alla diffidenza e quindi mi posso collocare nell’invidiabile posizione di aspettare solo i prossimi 90 minuti per esultare, insultare e vivere la partita, come non mi capitava da tempo. So che già tra due giornate avrò la bava alla bocca, ma addì 16 agosto, al netto di quello che succederà, sono parte del fronte agnostico.

La qualità ci ha rotto il cazzo (cit). Ma mai e poi mai la Beneamata. Dai Dai Dai!

(tratto da Nero, Affinità e divergenze tra la società Inter e noi, Milano: CasaInter Edizioni, 2026)