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L’Inter è attualmente un mostro a tre teste: c’è la proprietà, la dirigenza e il gruppo staff tecnico-squadra. La proprietà si sta comportando come un fondo speculativo (quale è): tende a tagliare costi inutili (per lei), porta ottimizzazione (per lei), cercando di snellire struttura economica e societaria in attesa di marginare un bel po’ con la cessione della società post affaire nuovo stadio (quando?). Gli aspetti sportivi vengono dopo, o meglio sono per loro una conseguenza di tutto quanto sopra. Poi c’è la dirigenza, che avrebbe mire sportive probabilmente diverse ma deve districarsi tra i famosi paletti, modi di lavorare diversi dal passato (non per forza peggiori, eh) e parametri economici da rispettare su cartellino, ingaggio e peso a bilancio dei nuovi acquisti, aggirabili solo con qualche eccezione (che finora, però, raramente è arrivata). E gli eventuali errori del passato, su acquisti poi rivelatisi inutili, pesano così ancora di più. Infine c’è il gruppo staff tecnico-squadra che, alla fine della filiera, prova a staccarsi dalle dinamiche di cui sopra ed è la parte a cui noi tifosi dobbiamo aggrapparci. La speranza è infatti che, terminato questo periodo horribilis di mercato estivo (l’ennesimo per i tifosi interisti che sognavano utopisticamente l’acquisto di veri titolari all’altezza dell’ossatura della squadra, anche e soprattutto per rinverdire energie e motivazioni), si riparta con la palla sul campo a rivedere la squadra vogliosa dell’anno scorso, competitiva e vincente. Nonostante proprietà e dirigenza.
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L’anno post scudetto è sempre, per noi, un anno di alti e bassi (in campionato). Il 26/27 cosa sarà? Dipenderà, secondo me, dalle competitor. E dall’obiettivo che avranno in testa i nostri. Sarà questo il campionato, come l’anno scorso e nel 23/24, oppure hanno in mente la voglia di provare a rifare un meraviglioso percorso in Champions? Le due cose, spesso, si elidono a vicenda: se fai un percorso molto lungo in Europa, difficilmente rivinci il campionato.
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Alla fine l’here-we-go per Khalaili è arrivato: affare stranamente chiuso a 25 milioni di euro più bonus, con stipendio pare sotto i 2 milioni di euro a stagione per l’israeliano che sogna il Liverpool. Non conosco il calciatore, non l’ho notato durante il nostro match di Champions contro la sua ex squadra, ma leggendo qualche analisi qua e là sul web (esistono ancora, per fortuna, quelle valide) se non altro mi pare potenzialmente un giusto investimento, una volta capito che i Palestra sono per noi fuori target. Come per ogni acquisto, però, aspetto sempre di vederlo con la nostra maglia addosso, che ha tutto un altro peso, e di capire se ha la testa giusta per stare qui. Di fatto il nostro 3-5-2 esalta quasi sempre gli esterni (a meno che tu non sia Luis Henrique): questo dovrebbe aiutarlo parecchio.