Partita delicatissima dopo la tragica ennesima sconfitta nel derby: se perdiamo psicologicamente addio scudo; se vinciamo anche lo scudo si avvicina. Quindi pareggiamo che le cose facili e chiare non ci piacciono.
Sotto un diluvio universale Palladino copia Allegri e ci lascia giocare (400 passaggi vs 200 nel primo tempo!) tanto sa che in porta non tiriamo mai. Nonostante questo e un Barella inverecondo che spreca gli unici 2 contropiedi decenti, all’intervallo siamo sopra di un gol.
Al rientro dagli spogliatoi ci esibiamo nella consueta dimostrazione di mollezza e distrazione ringalluzzendo i bergamaschi (che comunque non tirano mai in porta). Sprechiamo l’impossibile con Bisteck e soprattutto con Thuram (inqualificabile) fino a che riusciamo a subire il pareggio grazie alla complicità di quella merda in giacchetta colorata (la malafede è palese visto che mentre Dumfries cade sta fischiando salvo ripensarci quando ai accorge che la Dea ha segnato).
Nonostante il killeraggio potremmo tornare in vantaggio dato che nella stessa azione Frattesi e poi Denzel subiscono fallo in area: rigori netti, ma il nostro eroe col fischietto e il suo sodale al Var fischiano fallo in attacco e si guardano bene dal rivedere l’azione. Insomma, se avessimo una maglia diversa avremmo 2 mesi di sproloqui sulla MarottaLeague mentre a noi gli ennesimi punti fottuti passeranno in cavalleria (nonostante l’ammissione dei vertici arbitrali stessi di 3 errori gravi contro).
Siamo dei coglioni che non tirano mai in porta? Si. Siamo una squadra fisicamente in difficoltà? Sì. Siamo mentalmente fragili e vittime di ingiustificati (o forse no) fantasmi del passato? Sì. Ci hanno rubato la partita (e anche l’anno scorso a furia di far finta di niente abbiamo perso lo scudo)? Sì. E il furto ai danni di incapace rimane sempre un furto. Tutto il resto è noia.