Ennesima partita decisiva affrontata dai nostri psicolabili. Ennesimi 90 minuti in cui potrebbero essere solo bestemmie oppure no.
Il gol di Lautaro (il cui rientro ho aspettato manco fosse il Messia) arriva praticamente subito, su movimento e assist finalmente al bacio di Tikus (un po’ ciondolante, ma come fai a criticarlo in questa partita?). La mente torna però alla partita scorsa e non posso vivere sereno.
E i nostri antieroi in campo ovviamente fanno di tutto per giustificare la mia diffidenza incluso prendere l’ennesimo gol a caso al 40esimo con Dimarco che guarda un romanista scappare in fascia e crossare indisturbato per Mancini (chissà dove minchia pensava che andasse quello).
In pieno recupero un missile terra aria di Calha in versione Deki Stankovic ci riporta davanti e dagli spalti si leva un urlo francamente liberatorio. Forse rinviamo le bestemmie ad altra data.
Ma se a inizio anno mi servivano 2 gol di scarto per stare tranquillo e a dicembre me ne servivano 3, ormai con meno di 4 mi agito. Vedi come mi hanno ridotto questi maledetti.
Per fortuna nel giro di 10 minuti del secondo tempo li ammazziamo: ancora il Toro su assist perfetto di Tikus (bis) che poi si toglie la soddisfazione di segnare dopo tipo ottordici mesi su corner preciso del turco; infine Barella che prova ben 2 volte a non tirare, ma sull’ennesimo rimpallo che gli rimane sul piede si arrende e la mette in porta. Speriamo che il gol gli sblocchi il cervello perché oggi finalmente con una partita (quasi) senza colpi di tacco, esterni e veroniche ha fatto vedere che può ancora essere un giocatore importante per noi.
Il secondo gol giallorosso non conta un cazzo e conterebbe ancora meno se Dumfries e Pio riuscissero a marcare (su quest’ultimo mezzo miracolo di Svilar che se avessimo in porta lui al posto dello svizzero avremmo anche 10/12 punti in più). Bestemmie rinviate definitivamente per pioggia di goal e vaffanculo a tutti.