Io voglio giocare sempre con il Como dell’allenatore col lupetto nero: 12 gol presi, 3 sconfitte di cui 2 partendo sopra di 2 a 0, se fosse il mio allenatore starei già predisponendo la pira nella pubblica piazza.

Scendiamo in campo non proprio concentratissimi (eufemismo) e con alcuni interpreti chiave sulle ginocchia: Acerbi versione Lazio-Milan all’ammazzacaffè; Zielinski che fa ripartire il Como più che i nostri; Dimarco che per dire come sta Diouf e Gigi sul piede sbagliato fanno 10 volte meglio. Risultato: 2 gol presi allucinanti.

Poi il rumeno dai polmoni e dal fegato d’acciaio decide di sparigliare: fuori polacco e italiano per Diouf e Sucic, poi fuori anche Acerbi e quella ameba di Bonny per Pio. All’ingresso del francese volevo andarmene dallo stadio, ma vengo ipso fatto sbertucciato da Chivu.

A salire in cattedra è soprattutto l’elefantino turco che spacca la porta e poi segna di testa (monumento alla fase difensiva col lupetto)!

L’inerzia della partita cambia completamente, i comaschi si sgommano le mutande e Petar Sucic dopo il doppio assist piazza la zampata che vale la rimonta finale (e la finale).

Buchowsky batte Sartre 3-2. Vogliamo aggiungere altro? Io non credo.