Ho concluso la stagione scorsa pervaso dall’odio, dalla delusione, dalla rabbia per aver buttato al vento una annata che poteva essere grandiosa o anche solo bellissima ed è diventata una sorta di nuovo 5 maggio, un trauma da superare per poter vedere di nuovo la luce delle stelle. Ai protagonisti di quell’epilogo, a parte il grande condottiero scappato in Arabia notte tempo, chiedevo un risarcimento emotivo oltre che sportivo, una stagione vincente per poter mettere nella giusta prospettiva la loro storia interista e il pezzo di strada fatto insieme come tifosi e come giocatori. Non posso dire che non abbiano mantenuto la promessa e per questo che oggi possiamo ragionare con calma e dirci (nel caso) serenamente arrivederci. E grazie per tutto il pesce.

Questo quindi più che un post sull’ultima inutile partita di campionato (che bello poterlo scrivere e poter pensare di passare i prossimi due mesi senza alcuna ansia), è un post che vuole fare un bilancio della squadra durante l’anno (e in realtà per molti giocatori lungo più anni). Ovviamente ricordo che io sono un tifoso del cazzo, umorale e senza alcun vincolo se non quello di amare il nerazzurro, ergo posso un po’ dire il cazzo che mi pare. Se vi piace bene, se non vi piace insultate pure, ma alla fine anche sticazzi, non sono nessuno, esattamente come tutti voi/noi.

Andiamo per gradi, o meglio per reparti: io avrei cambiato il portiere già quest’anno, o meglio, visto che la società aveva speso 15 testoni avrei fatto giocare molto di più Josep figlio-del-reich Martinez, anche solo per vedere come andava; abbiamo praticamente giocato senza portiere tutto l’anno e diverse partite ce le ha sul gobbo Sommer (a cui per la finale e per gli anni passati con noi non posso dire altro che grazie in realtà). Giusto passare oltre adesso e non incistarsi come successe con la sedia slovena e le sue parate laser. Investire soldi in questo settore è una minchiata, messi come siamo. Provare con Martinez, cercare un secondo d’esperienza con costi minimi, tenere Dige come terzo. Non perdiamo tempo con l’ovvio.

In difesa eravamo alla last dance di un giocatore che mi è sempre stato sul cazzo in quanto milanista vero e in quanto parziale complice della svendita delle ultime 8 partite del 2022 che ci sono costate lo scudetto perso a Bologna, ma che rappresenta il prototipo del difensore per quanto mi riguarda (prototipo che non va più in produzione a quanto pare in quanto non abbastanza moderno): Francesco Acerbi. Quest’anno è stato una liability più che una risorsa: vai pure a riposare che il tuo lo hai fatto (e lo hai vinto); se proprio hai voglia rimani a insegnare come si marca a quelli che prenderanno la tua eredità in mezzo. Che non sono né Bisteck, né Akanji, né DeVrij (né Pavard che può togliersi dal cazzo ieri). Loro giusto che restino (a meno di offerte impensabili), ma sono braccetti destri i primi due e un’ottima riserva l’ultimo. Servirà comprare un titolare in quel ruolo, e non un titolare qualunque, ma uno forte. Senza se e senza ma. A braccetti sinistri saremmo a posto con Carlos e Bastoni, ma entrambi – reduci da un’ottima stagione il primo e da una stagione normale per lui il secondo – mi pare abbiano un po’ di mal di pancia. Io non li cederei assolutamente, ma di fronte a offerte sensate immagino la proprietà non sarà del mio avviso. Sappiano però che ognuno di quelli che partono deve essere sostituito e trovare un giocatore duttile come il brasiliano e determinante in entrambe le fasi come il gamberone nerazzurro non è banale, in particolare per una squadra il cui scouting fa ridere come la nostra e in cui il mercato in entrata è spesso affidato ad agenti e intermediari con dubbie motivazioni (non certo fare il bene dell’Inter, alla meglio fare il top per il proprio e l’altrui portafoglio).

Per quanto riguarda gli esterni devo dire che Dimarco mi ha zittito: nonostante lo ricopra di insulti per ampi tratti di partita 18 assist e 7 gol sono un bottino assurdo per un terzino; in realtà lo invidio molto perché è come se in campo andassi io. Di Cavallo Pazzo non c’è bisogno che dica nulla perché quando ci è mancato si sono accorti tutti di quanto valga nel nostro gioco e in generale. Se avesse anche i piedi montati dritti ovviamente non giocherebbe da noi ma nel Real Madrid. Per quest’anno la società ha deciso di rinnovare a Darmian il cui contributo però è stato più di supporto morale che altro: anche lui è a fine corsa per quanto riguarda una squadra top (scelga lui se fare ancora qualche anno in lidi più tranquilli o entrare in società, per me San Matteo da Legnano può fare quello che vuole, e se la sua maglia primavera e quella a fine carriera fossero invertite ci avrebbero scritto l’Iliade). Ausilio per rincalzare il settore terzini si è bruciato mezzo budget su Luis Henrique: per me rimane scarserrimo e spero che lo si piazzi da qualche parte, ma va ringraziato perché quando Dumfries si è stoccato, ha evitato di fare il fenomeno e si è messo a fare il suo senza strafare, consentendoci di tirare avanti senza scossoni eccessivi. La pallonata in faccia a quella merda di Pedro è la ciliegina sulla torta della sua carriera nerazzurra: non la rovini tentando la sorte un altro anno, perché il credito nel calcio dei tifosi si esaurisce in fretta.

Il centrocampo da quando finalmente abbiamo iniziato a comprare centrocampisti e non mediocampisti è stato il punto di forza della squadra (passato il periodo dei Medel e degli Mvila, dei Kondogbia e dei Gargano per capirci), quello che ha fatto la differenza (e questa è in generale una verità assoluta nel calcio, chi ha il centrocampo migliore gioca il miglior calcio). Questo significa che è il settore più difficile in cui intervenire e fare scelte, ed è anche il settore che mi ha più deluso l’anno scorso, sciogliendosi come neve al Sole al momento cruciale. Quest’anno i ruoli rispetto agli anni scorsi si sono invertiti in quanto a bestemmie: sul podio indubbiamente Barella insieme a Mkhitarian versione mummia per larga parte dell’anno (e nonostante questo comunque meglio di molti centrocampisti della serie A, cosa che mi fa solo incazzare ancora di più): per il primo la sveglia dell’ultimo mese dimostra che è ancora essenziale come anima e cuore della squadra, per il secondo tutto il resto della stagione dimostra che è ora di dirsi addio a meno di accettare un ruolo come riserva per spezzoni di partita. Calha al netto degli infortuni si è dimostrato ancora un fattore cruciale per questa Inter e penso che un anno ancora insieme in attesa della scadenza (o un rinnovo a cifre inferiori) abbia senso, anche perché non la vedo facilissima sostituirlo. La vera differenza tra questo campionato e lo scorso (anche nell’epilogo purtroppo) dal mio punto di vista è il polacco triste Zielinski: l’anno scorso non si è mai visto e ci ha privato di un ricambio importante e di soluzioni essenziali per sbloccare la partita (nominalmente la sabongia da fuori area); quest’anno non ha fatto rimpiangere Calha, ha segnato e si è sempre visto nel vivo del gioco (a parte una flessione nel finale di stagione, ma scusabile). Speriamo si confermi. A completare il reparto è arrivato Sucic: grandi aspettative, ancora da confermare, ma le qualità ci sono, il salto che deve fare è solo di natura caratteriale, ma io non me ne priverei mai prima di avergli dato un’altra stagione. Avere lui e Zielinski al posto di quel somaro di Asllani ha fatto tutta la differenza del mondo. Dite che me ne sono dimenticato uno? No, non me ne sono dimenticato, ma volevo stendere un velo pietoso, ma visto che ci tenete: Frattesi ha confermato tutte le sue caratteristiche; quando entra lui in campo siamo sempre uno in meno, perché non ha nessuna idea del concetto di posizione in campo e nessuna capacità di scegliere il passaggio giusto; sa solo fare l’incursore e anche questo lo fa solo quando è carico a pallettoni. Quest’anno è stato triste per lunga parte della stagione e quindi non ha potuto mettere in mostra neanche questa sua unica e sola qualità. Se avessimo un DS degno di questo nome dovrebbe monetizzarlo e investire i soldi per completare il reparto con Stankovic e un altro giocatore di livello da inserire in prospettiva dei futuri addii per raggiunti limiti di età. Invece temo che lo vedremo accasarsi in prestito a fine agosto, come anche il somaro di cui sopra, perché per piazzare gli esuberi ci vuole competenza e voglia di lavorare. L’ho spiegata. Ah ne ho dimenticato un altro? Ciuf ciuf non sarà mica un giocatore di calcio: 25 milioni spesi in maniera inspiegabile e che non recupereremo mai. Sarò felice di essere smentito, ma le poche apparizioni non mi hanno tolto di dosso l’idea di uno che corre abbastanza a caso per il campo, facendo in media la scelta sbagliata: una sorta di incrocio tra Frattesi e Correa… Questa non c’è manco bisogno che la spiego.

L’attacco è forse il settore in cui siamo migliorati di più dall’anno scorso, e si è visto. Lautaro ha fatto una stagione da Capitano vero, dal primo all’ultimo giorno, al netto di tutte le madonne che mi tira quando imbrocca i suoi periodi senza gol. Il resto del reparto pur essendo decisamente più completo e serio di quello della scorsa stagione può solo migliorare rispetto a quest’anno: Tikus si è svegliato praticamente ad aprile, mentre per il resto dei mesi sembrava solo in cerca di un compratore per togliersi dal cazzo; da lui mi aspetto molto di più, ma temo che andrà a scadenza per massimizzare il profitto (lo ha fatto anche per venire da noi, quindi non possiamo lamentarci). Pio è sbarcato a Milano di ritorno da Spezia caricandosi sulle spalle le aspettative di tutta una tifoseria che vorrebbe tanto un nuovo idolo nato, cresciuto e vissuto nel nerazzurro: ha subito una netta flessione nella seconda parte della stagione anche perché le difese gli hanno preso le misure, ma i margini di crescita ci sono e io li voglio vedere con la nostra camiseta addosso. Bonny è sicuramente il soggetto più controverso: per me arrivato come “risarcimento” al Parma tra le mie bestemmie dato che dal Parma potevamo prendere gente più utile, confermatosi uno con un po’ di dribbling, ma il cui livello è una medio piccola in serie A; mi spiace ma l’argomentazione sempre meglio di Correa non regge perché anche un attacco di diarrea fulminante è meglio di Correa, ma non è che lo acquisto per 1 ralphcano (25 testoni nel volgo del popolo). Piazzarlo da qualche parte sarebbe manna dal cielo, ma vedi sopra il discorso relativo a Frattaglia Frattesi.

E in chiusura parliamo del mister: io per primo non gli davo due lire, con 13 presenze in serie A e catapultato in mezzo a una squadra psicologicamente e emotivamente devastata, con partenza ad handicap e quasi record di sconfitte pensavo lo avremmo salutato già a novembre o dicembre. Invece si è dimostrato molto intelligente, non solo perché parla italiano meglio e con più cognizione di causa del 60% dei miei idioti compratrioti, ma anche perché ha trovato il modo di rigenerare mentalmente e fisicamente la squadra, e i due trofei vinti sono lì a dimostrarlo. Dal punto di vista tattico inizialmente ha provato a cambiare qualcosa, ma si è spesso rifiugiato negli automatismi di squadra: la sua grande scommessa con il credito che si è guadagnato quest’anno è provare a rinnovare anche il modo di giocare nerazzurro, magari aiutato da qualche innesto sul mercato (come ho scritto servono un centrale di difesa top, un centrocampista forte da far entrare tra i titolari anche subito, una punta al posto di Bonny con dribbling e qualità, al netto dei rimpiazzi di eventuali partenti tra i titolari o semititolari). Si è guadagnato sul campo la nostra stima e la nostra fiducia per l’anno prossimo e – fidatevi – con gli interisti non è per niente facile.

Rileggere queste righe e confrontarle con quanto scrissi dopo Monaco mi dà la misura di quanta strada abbiamo dovuto fare per recuperare un rapporto che un anno fa sembrava definitivamente compromesso, ma noi tifosi siamo così, siamo persone semplici, ci basta che i nostri diano tutto per la maglia, che nonostante i loro limiti facciano il 110% e che si accorgano quanto sono importanti per noi questi colori, il nero della notte e l’azzurro del cielo. I risultati aiutano, ma non sono l’unica cosa che conta, certo se evitiamo di buttare tutto nel cesso un’altra volta come un anno fa mi evitate di diventare una brutta persona. Cioé, non più di quello che sono costitutivamente per i fatti miei.

Sempre e Solo Forza Inter!!!!