- Devo dire che con Oaktree siamo molto migliorati nelle trattative (ride, ndr), almeno per come ci vengono raccontate. C’è sempre qualcosa che manca per portarle a termine. Dalla farsa Palestra fino all’attuale vicenda Romero, impariamo ogni volta qualcosa di nuovo: a questo giro pare che l’Inter abbia trovato l’accordo con il Tottenham (40 milioni, tutto compreso) e quasi anche con il giocatore (6 milioni, tutto compreso), ma il tassello mancante sarebbe la cessione di Pavard per fare spazio all’argentino. Tutto comprensibile, ci mancherebbe. Però è possibile che, quando si tratta di chiudere questi “grandi” acquisti, a noi manchi sempre qualcosa? A volte sono 10 milioni, altre l’accordo definitivo con il giocatore, altre ancora quello con il club che vende. Non è improvvisazione, e ovviamente non può esserlo, ma piuttosto la conseguenza dei famosi “paletti”. Paletti che, in un modo o nell’altro, finiscono sempre per rappresentare un ostacolo alla volontà di fare qualcosa.
- Nel post precedente esprimevo qualche dubbio sull’affaire Romero. Non tanto per la qualità del giocatore, sostanzialmente fuori discussione, quanto per la sua priorità all’interno del nostro mercato. Siamo tutti d’accordo sul fatto che manchi almeno un esterno destro: Chivu, dopo l’amichevole col City, ha calcato parecchio la mano parlando di giocatori capaci di alzare il livello (auguri). Però magari è proprio all’interno di questo ragionamento che va inserito il nome di Romero. Di certo aumenterebbe il famoso livello, contribuirebbe a costruire una difesa che sulla carta farebbe parecchia paura e quindi, ripensandoci, visto che l’occasione sembra esserci (al netto di quanto detto sopra), a questo punto avanti con Romero. Prima, però, c’è da cedere (cit). E qui una domanda viene spontanea: non è che alla fine esce un big?
- La sgambata col City ci ha restituito uno Stankovic che fa capire quanto e come possa essere utile a questa squadra. Vediamo se Chivu vorrà continuare a insegnargli il mestiere del “regista”. Abbiamo visto anche un Pio visibilmente indietro, un Diouf che davanti mostra qualità interessanti (…) ma che poi riesce sempre a combinare qualche disastro quando deve rinculare, un Luis Henrique che continua a non mostrare sostanzialmente nulla. A destra quindi il tema resta apertissimo. Le ultime chiacchiere su Diaby mi sembrano più il sintomo di una certa confusione che altro, anche se probabilmente raccontano di un Chivu che, per quella fascia, sta cercando più un’ala che un terzino. Auguri anche qui.
