A San Siro va in scena una partita talmente oscena che se fossi entrato io al posto di uno qualunque dei giocatori in campo o dell’arbitro avrei alzato il tasso tecnico del match. Chi mi conosce sa quando sia iperbolicamente assurda questa affermazione.
Entriamo in campo tronfi di una ingiustificata presunzione e non le prendiamo solo perché la squadra salentina è guidata dal più perdente allenatore con buona stampa del suolo italico e perché fa talmente schifo che non è candidata alla retrocessione solo perché la serie A dovrebbe essere ridotta non a 16 squadre ma forse anche a 14.
Mi pare evidente che ad Appiano e nei nostri spogliatoi sia stato appeso un cartello con scritto “scemo chi tira”, anche se nelle foto dello spogliatoio io non l’ho visto, altrimenti è inspiegabile il motivo per cui ci rifiutiamo di tirare in porta cosa che ogni bambino che ha mai calcato un campo di calcio e provato a giocare a pallone anela come principale se non unica ragione per inseguire come uno stronzo una sfera su un prato 100 metri per 80, quando va bene.
Per fortuna per una volta ci dice abbastanza culo nella sola occasione o quasi che riusciamo a creare e che il tiro di Lautaro ben indirizzato (unico pallone docente giocato su sette toccati dall’attaccante dopo il suo ingresso) torna sui piedi di Pio che la ciabatta un po’ infilandola così in porta e facendo esplodere lo stadio.
Sempre Pio avrebbe sui piedi la palla del 2-0 che potrebbe farmi vivere sereno gli ultimi minuti ma decide per il colpo da biliardo. Bella idea, peccato che anziché infilarsi nell’angolino la palla esca di 20 cm regalandoci i soliti dieci minuti finali di ansia e terrore, soprattutto grazie alle palle sbagliate da Lautaro e da Bastoni che veramente non si capisce con che cazzo di testa siano entrati in campo. Speravo di farmi bastare Thuram il ballerino tontolone, Diouf l’unico giocatore che mi fa pregare per vedere in campo Gigi, ed Enrico Michele versione mummia senza piedi, ma evidentemente evidentemente i nerazzurri in campo ci odiano.
Non voglio fare il fighetto e mi porto a casa la vittoria anche se maturata in maniera francamente imbarazzante, ma c’è da dire che il Lecce non merita neanche l’onore delle armi. Occhio però che giocando così a Udine le buschiamo rischiando di perdere il ritorno così come abbiamo perso l’andata.
Ho detto occhio, brutti stronzi, non mi fate incazzare.