Ci mancava solo di lasciare 5 punti su 6 all’Udimerda che fa 3 tiri in porta in 180 minuti riuscendo a fare 2 gol. Non che non ci abbiamo provato dato che dal 70esimo non teniamo più un pallone che sia uno, però la portiamo a casa come cani malati, e a noi intenditori del calcio di un tempo va bene così.

È anche vero che gli ultimi 20 minuti non raccontano tutta la partita, dato che se il primo tempo fosse finito 0-2 nessuno avrebbe potuto discuterlo: Lautaro si mangia un gol, ma si fa perdonare segnandone uno bellissimo su assist di Pio; per il resto i primi 45 minuti sono praticamente un monologo, ma come al solito la mole di gioco prodotta non genera un sufficiente margine di vittoria per amministrare il finale in serenità.

L’Udimerda ci prova come può, mettendo in campo 3 punte, ma anche l’Inter ha parecchie occasioni nel secondo tempo (sprecate come al solito per scarsa precisione nell’ultimo passaggio). Gli ultimi 20 minuti del secondo tempo sono anche un j’accuse implicito alla società e alla dirigenza dato che i nostri cambi non apportano nulla o quasi (per fortuna in questo caso non risultano dannosi): in particolare Sucic e Frattesi mandano il centrocampo in grave sofferenza, tanto che Chivu ci deve spostare un centrale di difesa per non imbarcare. Bene, ma non benissimo.

Alla fine, però, l’Udimerda non sfonda e nonostante lo stato confusionale dell’arbitro dal 70esimo in avanti portiamo a casa partita e punti. Per essere cani malati ho vissuto sabati peggiori, quindi non rompiamoci troppo le gonadi a vicenda.