In partite in cui la differenza è così sensibile ed evidente servono cinismo e fortuna. Non abbiamo (né storicamente né nella fattispecie della presente partita) né uno né l’altra. Il risultato ne è l’inevitabile evidenza.
Abbiamo il merito di provare a giocare la partita senza timore reverenziale e consci di quello che sappiamo fare e di quello che non sappiamo fare. Poi ci sono gli errori individuali e le sliding door: Sucic (migliore in campo) sbaglia sul primo gol Arsenal, poi segna un gran gol pareggiando i conti, poi perde l’attimo per segnare il 2-1; Dimarco messo per avere almeno una fascia che produca qualcosa viene saltato sistematicamente e in una di queste occasioni si genera il corner che porta al raddoppio dei Gunners; e potrei continuare.
E chiaramente giocare senza portiere non aiuta: la parabola è chiara e se Chivu non fa fuori Sommer ci costerà molto di più di quanto già non ci sia costato. Se poi non recuperi alla causa Barella (cmq meno peggio stasera di altre partite) e Thuram (un turista in mezzo al campo a cui mancava solo la birretta) la situazione diventa ancora più dura.
La verità è che il finale dell’anno scorso ha alimentato le illusioni di alcuni: grazie a due botte di culo immani e alla sovraperformance di alcuni (compreso in alcuno momenti l’allenatore) ti sei trovato molto più in alto del tuo livello, che è questo, ovvero battagliare alla pari con le migliori d’Europa senza essere una di loro, sgomitando per conquistare ogni gradino qualche volta. Prima ci resettiamo in quest’ottica e prima torneremo ad avere qualche soddisfazione strappandola con i denti e le unghie al dio del calcio.
Il vero rimpianto sono le partite con Atletico e Liverpool i cui 2 punti persi (rubati in un caso) ti darebbero la certezza di essere tra le prime 16 (ovvero la posizione che meriti al 100%). Invece così toccherà sudarsela a Dortmund con risultati molto più incerti, non certo aiutati dai pelati e da una proprietà che pensa di poter speculare sportivamente come specula finanziariamente. Ma se il calcio non è uno sport, e non lo è, non è manco alta finanza. Prima lo capiscono adattandosi o vendendo e meglio è, soprattutto per noi tifosi e per chi l’Inter la ama.