Con la partita di stasera decidiamo di confermare la nostra non grandissima tradizione con le squadre scandinave, mettendoci molto del nostro, ma non solo perché sarebbe poco serio non riconoscere i meriti del Bodo Glimt.
È chiaro che il match passerebbe per un improvviso per quanto tardivo risveglio di Barella e Thuram, ma il campo ci dice che l’alba per loro è ancora lontana.
Non si può neanche dire che abbiamo giocato male (collettivamente); anzi nei due primi tempi (sia all’andata sia al ritorno) produciamo anche tanto gioco e tante occasioni, ma il tabellino di stasera recitava 14 tiri di cui 3 in porta. Una roba da serie C.
Il Bodo si difende tranquillo, il loro portiere para, noi tiriamo delle mezze loffie, e loro aspettano la nostra cagata, che puntualmente arriva: ma chi da la croce addosso ad Akanji è ingeneroso (al più) perché come già scritto sono altri a mancare maggiormente, in particolare i chiacchieroni de chiacchieronis.
Alla fine di 180 minuti usciamo meritatamente e a testa bassa, senza poter recriminare granché. Come ci insegnano gli eterni Monty Python è tutta colpa della mousse di salmone. Dovevamo saperlo.